Monastero di Bisceglie

Monastero di Bisceglie

La fondazione del Monastero San Luigi (San Ludovico D’Angiò, vescovo di Tolosa) a Bisceglie risale al 1519, quando i nobili Spalluzzi mettono a disposizione il palazzo ducale di loro proprietà situato nel centro storico della città a un gruppo di sorelle povere di Santa Chiara proveniente dalla comunità di Barletta, per dare inizio agli ormai quasi cinque secoli di ininterrotta storia clariana. La chiesetta dedicata a San Ludovico, a motivo della dominazione francese nelle nostre terre del sud nel tardo medioevo, conserva le spoglie di un suo omonimo e diretto discendente, Luigi D’Angiò, ferito mortalmente in battaglia nei pressi di Barletta nel 1384. Un importante momento risale alla fine XVIII secolo, quando un’intraprendente abbadessa acquista l’edificio quattrocentesco che affianca il Monastero e con un’opera di azzardata e geniale ristrutturazione architettonica, amplia e integra ad unico plesso strutturale i due palazzi ducali intorno alla chiesa.

I due grandi eventi della soppressione degli istituti religiosi (nel periodo napoleonico di fine settecento e in quello della restaurazione di fine ottocento), hanno provato duramente anche la nostra storia. L’ultima soppressione provoca la chiusura del Monastero dirimpettaio cosicché le poche clarisse urbaniste rimaste sono accolte da questo moastero, anch’esse non più numerose, per la proibizione di ricevere nuove vocazioni e in attesa dell’estinzione naturale che avrebbe consentito alle autorità statali di appropriarsi dello stabile. La piccola fraternità superstite riapre felicemente le porte ad alcune nuove vocazioni che negli anni trenta verranno a ridare speranza di vita. Saranno loro a raccogliere il testimone della storia, a darsi una nuova organizzazione fraterna e significazione spirituale sulla sana tradizione tramandata, ad affrontare coraggiosamente i tempi difficili della grande guerra e delle trasformazioni sociali ed ecclesiali, a cimentarsi industriosamente con lavori d’ogni tipo, dalla produzione di capi di maglieria e di dolci alla conduzione di asilo e doposcuola, per ottemperare a una serie di cantieri di lavoro che negli anni sessanta/novanta andranno a rinsaldare e restaurare la rovinosa struttura monastica.Nel periodo di fine millennio trascorso, la fraternità vive la gioia di una nuova fecondità vocazionale, dopo circa quarant’anni dall’ultima entrata.

Attualmente la fraternità consta di otto sorelle. Sono presenza di riferimento e di comunione nella Chiesa diocesana e limitrofa. Dal servizio della preghiera a quello dell’accoglienza e dell’ascolto, raccolgono abbondantemente il profondo desiderio di spiritualità e la sincera ricerca di fede da parte di tanti.